Beh innanzitutto cos'è un podcast... in due parole, è una risorsa audio “allegata” ad un post su un blog (o meglio al suo feed RSS). Il nome deriva dal fatto che idealmente il file audio è possibile scaricarselo sull'iPod e ascoltarlo in santapace in qualsiasi momento. In pratica ovviamente non c'è nessun limite ne di marca di lettore mp3 ne tantomeno è vietato ascoltarlo su un qualsiasi computer. Per scaricare i podcast è necessario un programma che ne riconosca il formato, ad esempio ipodder (gratuito).
Mi sono imbattuto per la prima volta in un podcast nello scorso autunno (il termine è stato coniato nell'estate se non sbaglio), ed è da allora che questa tecnologia mi ha incuriosito sempre di più, ma ogni volta mi trovavo di fronte all'ostacolo di produrne uno. Infatti ho questa forma mentis secondo la quale scrivere un post in un blog è cosa relativamente rapida e indolore, mentre produrre una registrazione audio sia considerevolmente più complesso ed oneroso, e che quindi per avventurarsi in questa impresa bisognasse avere o qualcosa molto valido da voler condividere o un sacco di tempo libero da impiegare.
Quello che a me ha dato la spinta per provarci è stato lo speech che Joi Ito ha fatto a Milano qualche settimana fa sul tema delle CreativeCommons.

Ho deciso quindi di cimentarmi, nella produzione di un elaborato sfruttando solo materiale licenziato sotto CC, ed approfittarne per creare il mio primo podcast. Come tipo di prodotto ho scelto di registrare la lettura di un brano, ed eventualmente dotarlo di sottofondo musicale (l'idea iniziale era di aggiungere rumori a tema, che però si sono rivelati difficilmente reperibili ;) ).
Gli ingredienti che ho scelto sono:
- un racconto di
kirjava (licenziato sotto
Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0, e per l'utilizzo del quale ho ricevuto esplicito consenso), del circuito di
scritturacreativa sul portale
DeviantArt- Un brano musicale da usare come sottofondo, licenziato sotto
Attribution-NonCommercial-ShareAlike e rinvenuto tramite il motore di ricerca di
CreativeCommons, ma di cui purtroppo non riesco al momento a rinvenire gli estremi (li posterò al più presto).
Per concludere, la tecnologia utilizzata per la registrazione è assolutamente improvvisata: il microfono interno del mio powerbook (noterete infatti dei fastidiosi bip qui e la), mentre il software di registrazione ed editing è l'ottimo open source
Audacity. Il file audio probabilmente cambierà (spero in meglio) nel prossimo futuro. Ovviamente condivide la licenza
Attribution-NonCommercial-ShareAlike ed al momento è
scaricabile qui.

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