giocolando

10/29/2004

Ci sono cose...

cose che non sai perché accadono. O meglio, perché sono sempre accadute, e tu ne accorgi solo ora.
Ad un certo punto qualcosa vibra, un antenna si orienta e tu cominci a "vedere".

C'è un bel tramonto oggi, ad Assisi.

Una mosca mi si posa sul braccio. Il primo pensiero che emerge in risposta "Che è, ti sembro forse una merda?!".
Begli schemi cognitivi, non c'è che dire ;)

10/22/2004

Night on the Road - Epilogue

Piacenza.
Sono rotolato giù dal treno pochi istanti fa...

Sarà che la notte si sta spegnendo, e il mondo diurno dei "normali" sta riprendendo il sopravvento, sarà che la stazione nella quale mi trovo è infinitamente + piccola di quella di Bologna... ma la "magia notturna" sta svanendo.

Exit night. Enter light.

Night on the Road - III

Bologna?!?

Eh già... forse in fin dei conti lo era davvero, una strega... ho perso conoscenza quando è scesa dal treno, a Campo di Marte.
Quando il controllore mi ha svegliato, ho scoperto che il treno sul quale mi trovavo era diretto a Udine!!!
Prossima fermata utile: Bologna.

Così, giunto alla città delle due torri, salto giù dal serpente d'acciaio e organizzo un itinerario alternativo...
come sempre, sono fortunato: solo 1/2 ora di attesa! :)

La investo in una sana colazione composta da caffé in tazzina usa&getta di plastica + croissant di ieri e osservando la gente.

Le stazioni offrono sempre un interessante campionario di umanità.
Di notte, in particolare, quando i ruoli si invertono e la gente "normale" diventa l'eccezione, mentre il popolo "ombra" (quello che di giorno si ritira negli angoli delle inquadrature) reclama quella terra di nessuno che gli appartiene per diritto di non-nascita.

Una delle eccezioni è una ragazza sui 25, alta, corporatura massiccia, viso carino un po' alla Stefania Rocca, trolly blu e felpa in tinta.

Se ne sta lì in un angolo, con un espressione a metà tra il divertito e l'allarmato, mentre lo sforzo di occupare - spazio possibile, coadiuvato dal freddo che la felpa celeste non riesce a contenere, le dona una curiosa postura da pinguino.
Saliamo su carrozze diverse, ma accomunate dal fatto di appartenere allo stesso treno e di essere, come tutte le altre del resto, inesorabilmente piene.

Ora siamo entrambi nel corridoio della carrozza di testa, seduti su due di quei trespoli che da bambino pensavo dovessero rappresentare qualche forma di gioco, perché proprio non vedevo come qualcuno li potesse usare x sedersi... "ecco" dico al al ricordo del piccolo me stesso, "così si fa".
Felpa celeste è seduta oltre una famiglia russa, e le sono comparse sulle orecchie due ingombranti cuffie da walkman nere di spugna e plastica lucida... no iPod.

Night on the Road - II

Ho preso la scommessa. La streghetta è americana, anche lei di S.Francisco o dintorni.
Forse è la vista che mi sta lasciando, non la magia ;)

Night on the road - I

Arezzo.
Anche se, a ben vedere, potrebbe essere qualsiasi luogo: le stesse luci arancioni, lo stesso aroma di ossido di ferro nell'aria.
Anche le stesse carrozze binache e verde.
Il treno si rimette in movimento... non sussulta + come nei ricordi d'infanzia, ma stride, pigramente, per un fastidioso istante.

Accanto a me, i lineamenti appena distringuibili nel timido bagliore caldo dell'illuminazione notturna, una giovane coppia.
Lui: americano di Frisco. Glielo si legge nell'accento e nell'iPod cementato addosso. Studia storia a Firenze e spiccica qualche parola di italiano.
Lei: un tenero angelo biondo, di età e provenienza indefinibile, il che la colloca con ragionevole certezza come italiana d.o.c.
Non ha aperto bocca x tutto il viaggio, preferendo invece raggomitolarsi in un angolo dello scompartimento, rassicurata dall'abbraccio del finto cuoio ffss.

La osservo, mentre dorme. La testa è appoggiata su uno zainetto QuickSilver; maglia e gonna nera, piccoli sandali di nylon, neri anche loro. Troppo leggeri x la notte di ottobre. Lineamenti ancora acerbi ma decisi e la fronte leggermente aggrottata; sembra un cucciolo di strega in gita scolastica.

E' da qualche tempo che non incontro streghe. Strano eh? un tempo cercavo solo ...pace, ora mi chiedo se quei momenti dove esistevano solo caos e aroma di caffé non fossero gli unici ad avere tangibilmente senso.

La magia intendo, quello scintillio folle che filtra dalle crepe del quotidiano...