giocolando

1/19/2005

Serendipity in unico atto

Università, aula 105.
Il microfono funziona a singhiozzo, oggi. Quei poveretti a Novara secondo me ora staranno giocando a briscola, altro che teledidattica. Per fortuna (?) qui siamo dotati di prof. in carne ed ossa, quindi le cinque ore di lezione non ce le toglie nessuno.
Alle 15.30, prima pausa, la “lunga”. Ce ne sarà un'altra nel giro di un'ora e qualcosa... la “corta”.
Ti alzi, mani in tasca e pensieri a 500 km di distanza. Ti guardi in giro. Stai ancora esplorando questo spazio, ancora troppo nuovo per il tuo concetto intimo di università.
Un sacco di volti nuovi, anzi non nuovi, proprio giovani :)
Ammettilo, stare qui, aggirarti per la sala ristoro con un caffé da 25 centesimi in mano ed un libro preso in prestito sotto braccio ti piace. Molto.
Seconda parte della lezione. La passi prevalentemente fissando un led verde che ammicca dalle profondità della controsoffittatura. Probabilmente è un alieno, un piccolo marziano che osserva e si chiede 'zzo hai da guardare.
Seconda pausa.
Ti alzi, diretto verso la sala ristoro ed una tanica di bevanda al gusto di caffé. Vedi solo sagome a forma di molecola di caffeina, e omini verdi che ti osservano coi loro occhi fluorescenti...
“Riccardo?”
STOP.
Voce di donna. Giovane. Piemontese. Un qualcosa di familiare, ma i neuroni son troppo impegnati a cantare le lodi di Baudo, Manfredi e Riccardo Illy al ritmo di una samba brasiliana ora.
Ti giri, lentamente, dissimulando un sorriso.
“...Ciao!?”
“Ciao!!! Ma... NON TI RICORDI DI ME?”
E' mora, carina e ti guarda da dietro ad un paio di occhiali con la montatura sottile che sei sicuro di non avere mai visto. Ha anche le treccine, un maglione per la crescita, lo stile di una femminilità che si sta riscoprendo, con effetto piuttosto interessante. Ma non ti dice nulla.
Sei mortificato e... “Mi dispiace, no.”
Micromodificazione. Leggerissima, eppure le leggi una delusione enorme in volto. Ti senti una merda e non sai neppure perché.
“Sono Marta!”
“Marta...” martamartamarta, quante marte conosci? Marta di Asti non può essere, Marta di Alessandria, ma aveva gli occhi diversi, possibile che? no... martamartamarta chi?
“Marta, la chitarrista, ricordi?”. Gelo. Che cazzo ci fa Marta in università? Non dovresti essere qui, dovresti startene ad Asti e... e... ma ti rendi conto di che stai pensando? Proprio tu che fino a ieri abitavi un po' a Milano, un po' a Bologna, un po' ad Assisi... Marta. Ci hai suonato assieme per due anni, pirla.Amo le sorprese: ti sorprendono sempre ;)